I balli, la musica e gli strumenti, uniti con vestiti antichi, sono la parte di costumi e tradizioni che il gruppo folcloristico dell'isola mantiene sempre viva. Queste attività musicali costituiscono la parte più di disimpegno e festività della società formenterense. Il suo ambito (eccetto i giorni festivi) era più intimo e familiare, di modo che le "xacotes" nascevano più in maniera spontanea nelle case stesse, normalmente durante la notte, prima di dormire, mentre si raccontavano storie e si ballava alla luce del fuoco.
Baile folklórico, siempre presente en todas las festividades.
Navega por Internet pulsando en nuestros patrocinadores..................... I balli, la musica e gli strumenti, uniti con vestiti antichi, sono la parte di costumi e tradizioni che il gruppo folcloristico dell'isola mantiene sempre viva. Queste attività musicali costituiscono la parte più di disimpegno e festività della società formenterense. Il suo ambito (eccetto i giorni festivi) era più intimo e familiare, di modo che le "xacotes" nascevano più in maniera spontanea nelle case stesse, normalmente durante la notte, prima di dormire, mentre si raccontavano storie e si ballava alla luce del fuoco.
I Balli: Si caratterizzano per un ruolo molto differente in attitudine dell'uomo di fronte alla donna; questa adotta un carattere sottomesso e inalterabile, mentre percorre un tragitto in circolo, muovendosi con passo molto corto attorno all'uomo, che ha un ruolo più dominante: si muove con salti, in maniera viva e molto energica, seguendo il ritmo che gli strumenti suonano esaltando la sua mascolinità.
Tra i balli che si realizzano si devono distinguere i più antichi: " la curta", che si utilizzava per aprire i balli e in alcune occasioni per chiuderlo; "la llarga", che è la danza più utilizzata, si caratterizza per tenere un ballo più rapido; "sa filera" si tratta di una "llarga" che realizza un uomo con due donne o anche tre donne disposte in fila; per ultimo, "ses nou rodades", che è il più differenziato perchè l'uomo non si muove saltando, ma mediante passi corti, così che la coppia realizza un percorso centrico per incontrarsi poi al centro e, uniti, girare nove volte prima di finire.
Gli strumenti e le canzoni: Per quanto concerne gli strumenti musicali, dobbiamo distinguere che sono tutti di percussione e di vento; nessuno utilizzava strumenti a corda. Dentro il gruppo di percussione incontriamo il tamburo, fatto da un pezzo di tronco di pino, vuotato dentro, e con pelle di animale. I bordi sono decorati con disegni sopra il legno "la riscla". Altri strumenti sono le "castanyoles" (nacchere), realizzate con legno di ginepro e decorate con incisioni nella sua parte esterna; la sua misura è variabile, come il suono che si produce, più grave o più acuto, secondo la forma della cavità interna dello strumento.
La stessa persona incaricata di suonare il tamburo si incarica anche del flauto, fatto in legno di "balandre". Dispone di tre ferri, due sopra e uno sotto, che si tappano e stappano con le dita della mano sinistra. Nella stessa mano (collocato sul polso) si mette il tamburo, il quale suona grazie ai colpi di un bastone di legno che si tiene nella mano destra. Questo gruppo di strumenti, tamburo, flauto e nacchere, era quello che dava suono e musica ai balli o "ballate", mentre che il "espasi", quasi uguale a una lama di spada che si faceva suonare con una bacchetta di ferro più corta, soltanto si usava in certi casi, per esempio, durante le" caremelles", cantici scritti in catalano antico, probabilmente nel medioevo, che si univano alla musica e che si interpretavano nelle chiese la " Nit de matines" (notte di Natale). Così pure dobbiamo nominare come strumento a fiato, la "xerenia". La "xerenia" funziona con un meccanismo di linguetta e che è fatta di canna di bambù, con una lunghezza inferiore a 20cm. Ha un numero variabile di buchi che oscilla tra tre o cinque buchi in ogni canna. Si tratta di uno strumento fabbricato per i pastori, per farlo suonare mentre curavano il loro gregge. Non si poteva suonare simultaneamente con un'altro strumento.
Las Castanyoles, indispensables en la música folklórica de la isla.
Per quanto riguarda le canzoni, dobbiamo ricordare che sono di sei o sette sillabe, con una rima consonante nelle pari, al finale dei quali si realizza una vibrazione gutturale molto caratteristica. La tematica delle parole vuole essere armoniosa e caricata di doppio senso: sono cantate tanto da uomini come da donne. Il tono utilizzato è molto melodico e rassomiglia più ad una recita che a una canzone; molta gente ha indicato una possibile origine araba per questi canti. L'abbigliamento. Gli abiti più antichi si fabbricavano nell'isola, a partire dalla lana che si produceva, e che veniva tessuta nei telai che si avevano in casa. Gli uomini indossavano pantaloni molto lunghi e ripiegati nelle cinture, che nella parte bassa si stringevano; le camice indossate erano di lino; in testa portavano un berretto grande di lana che poteva essere rosso o nero.
La calzatura consisteva in scarpe di tela con suola di corda di sparto (giunco marino) o "pita" (agave). Al finale del ottocento, questi costumi cambiarono, tanto che gli uomini passarono a portare pantaloni di velluto con un taglio classico e una specie di giacchetta scura chiamata "samarreta". Portavano anche un berretto di "feltre" (feltro) e le calzature di corda si sostituirono per quelle di pelle. I vestiti delle donne subirono altrettanto una serie di cambiamenti: l'antica "gonnella" nera stretta divenne più grande; i tessuti più fini, come la seta o la lana sottile, sempre di colore scuro. Indossavano una specie di giacchetta molto stretta chiamata "jac", e sulla testa, un fazzoletto di lana o seta. Per assistere alle funzioni in chiesa le domeniche o i giorni festivi, invece di "juc" portavano un piccolo scialle e sopra il scialle, molte catene d'oro che includevano una croce e diverse file di collane fissate all'estremità da spalla con aghi che potevano essere un'altro oggetto in oro come dei bottoni, degli anelli o pendenti.
Calendario delle "Ballate e canti di paese" a Formentera:
30 di maggio (Sant Ferran): balli nella piazza della chiesa di Sant Ferran.
24 di giugno (Sant Joan): balli nella piazza della chiesa di Sant Ferran.
16 di luglio (Mare de Déu del Carme): balli nel porto di La Savina. Nella notte, cantata paesana nella casa della terza età, di Sant Francesc.
25 luglio (Sant Jaume): Balli nella piazza della chiesa di Sant Francesc. Anteprima, cantata paesana nella casa della terza età in Sant Francesc.
5 agosto (Santa Maria): balli nella piazza della chiesa di Sant Ferran.
Sabato prima del 12 ottobre: balli nel molo di Es Caló.
12 ottobre (Mare de Déu del Pilar): balli nella piazza della chiesa di La Mola.
3 dicembre (Sant Francesc Xavier): balli nella piazza della chiesa di Sant Francesc. La notte prima, cantata paesana nella casa della terza età di Sant Francesc.
26 dicembre ("Mitjana festa de Nadal"): balli in Cala Sahona