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Storia   


Torre de Defensa. Es Cap de Barbaría.

El Riassunto storico di Formentera Il passato storico di Formentera, senza essere eccessivamente amplio, è di grande interesse giacchè in pochi altri paesi abbiamo avuto tante testimonianze di passaggi stranieri. Malauguratamente, pochi resti archeologici sono rimasti ai giorni nostri relativamente in buono stato. La presenza di abitanti nell'isola si è più o meno stabilizzata, salvo alcune eccezzioni che dettaglieremo piú avanti. Dei primi abitanti dell'isola si sa quasi tutto (a differenza di Ibiza, della quale soltanto si sa che nella cittá attuale, nel 654 p.C. si fondó un insediamaento Cartaginese). In Formentera, questa presenza passò quasi praticamente inosservata.


Sepulcro megalítico de Ca Na Costa


Ma però prima che questa sia stata abitata da un altra popolazione, della quale tutto é sconosciuto, perchè gli unici resti che troviamo sono il sepolcro megalitico di Ca Na Costa (2000 p.C. approssimatamente) e alcuni resti di ceramiche dello stesso stile nel Ca Sa Nostra in La Mola, cosí come diversi resti di ceramiche di diverse origine disseminate attorno all'isola, chissà se Puniche, Fenice, Greche, o Romane. Certo è che di questo periodo di storia dell'isola ben poco si sa, e gli ultimi testimonianze scritte ci portano attraverso una breve testimonianza fatta dalle maggioranza di naviganti di quell'epoca. Dei Greci non rimangono impronte fisiche alcune, però il suo legame è arrivato ai nostri giorni grazie al nome con il quale designavano a Ibiza e Formentera: Phityusas (piene di pini), anche grazie al nome con il quale chiamavano a Formentera: Ophiussa (piena di serpenti); questa denominazione risulta strana, anche perchè in quest'isola non si è conosciuta mai alcuna esistenza di rettili. Come si è segnalato anteriormente, si ebbe presenza Cartaginese nell'isola (piuttosto minima). Arrivarono dopo i romani, che lasciarono opere come il Castello di Romá di Can Pins. Questo edificio prevalentemente di carattere difensivo. Per la sua struttura si può dedurre che durante un tempo ebbe nell'isola alcuni distaccamenti fissi di soldati romani. Si dice che in questo periodo si impianta l'attuale nome di Formentera, provveniente dal latino frumentus (grano), e denominata così per l'alto rendimento di frumento della sua terra quando veneva coltivata. Dopo la caduta dell'impero romano si insedia nell'isola l'oscuro impero che i vandali e i bizantini impiantarono in Europa. Esistono indizi che sostengono l'esistenza di un monastero in La Mola nel vº sec. Questa testimonianza proverebbe che l'isola non era disabitata in questa epoca. Dopo (nel Xºdecimo secolo) venne uno dei periodi di grande prosperità per l'isola: la dominazione araba. Questi la chiamarono Koluyunka (Pecoraia). Questa popolazione fece una grande attività nell'isola, della quale tuttavia oggigiorno rimangono resti di norie, cisterne, canali di irrigazione, ceramica, monumenti funebri, ecc. Nell'anno 1235 Guglielmo di Montgrí, arcivescovo di Tarragona, conquista Formentera. Nell'anno 1246, Montgrí cede a BerenguerRenart terre nell'isola, in cambio, (si può comprobare nel documento di infeudalizzazione), Berenguer Renart e si impegna a ripopolare l'isola. Furono queste persone che Berenguer Renart portò all'isola, quelle che costruirono una piccola cappella romanica (chiamata Sa Tanca Vella), approssimatamente nel 1336, nel posto che oggi è il paese di Sant Francesc Xavier. Durante il quattrocento e il cinquecento Formentera fu disabitata, dovuto al pericolo che significavano per i sui abitanti i pirati, che avevano fatto dell'isola una specie di rifugio e posto di rifornimento di alcuni alimenti come acqua e legno. Il fatto che Formentera abbia quattro torri di difesa (una in più in Espalmador) lo corrobora. Inoltre ai pirati, il fatto che infermità e infezioni come la peste fossero entrati nell'isola, ne fecero di questa un posto non eccessivamente adatto per l'habitat. Finchà nell'anno 1695 un Ibizenco chiamato Marc Ferrer ricevette dal Re la concessione (che Ferrer aveva avuto in diverse occasioni) di un miglio quadrato di territorio formenterense. Questo illustre personaggio può essere considerato il primo dei formenterensi moderni.

Un anno dopo il Re concede un'altra porzione di terra, così come un'altra al genero di questo (Antonio Blanc). I discendenti di questi che con loro contrassero matrimonio sono gli antenati della maggior parte dei Formenterensi. A partire da allora l'isola comincia a ripopolarsi ad un buon ritmo e in uno spazio relativamente breve si raggiunge la cifra di 1000 abitanti, che tuttavia si è incrementato fino a 6000 abitanti circa che l'isola ha attualmente.

Tradizionalmente la gente dell'isola ha vissuto di bestiame e di agricoltura e in misura minore di pesca, così come dell'estrazione del sale nella prolifica salina dell'isola. Al finale del trecento tutto cominció a cambiare, poichè questo lavoro era molto pesante, e gli uomini preferirono arruolarsi in barche mercantili transatlantici e emigrare in America. Erano talmente tanti i formenterensi che partevano che in Ibiza l'isola di Formentera era conosciuta come l'isola delle donne.

Nell'ultimo secolo, la storia dell'isola è più o meno parallela al resto del territorio nazionale. Come tutta la Spagna, Formentera soffre anche le conseguenze della guerra civile del 1936. Poi, il duro dopoguerra. Numerosi formenterensi persero la vita per mano dell'intolleranza dei suoi nemici e carnefici. Come ricordo di quella oscura epoca rimangono ancora un deposito di combustibile per aereoplani in S'Estany Pudent, di pianta rettangolare, e le fondamenta di una prigione in La Savina.

Dagli anni 60 la vita nell'isola comincia a cambiare grazie all'arrivo dei primi turisti. Il modello economico tradizionale comincia a trasformarsi, poichè da da un mezzo primario si passò ad un modello terziario, cioè, di "servizi". Oggigiorno l'isola dipende economicamente dal turismo, poichè tutti gli impieghi dell'isola dipendono direttamente da lui.

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